domenica 23 ottobre 2016

La Biomeccanica nel Bagua

Cos’è la biomeccanica? Difficile a dirsi, difficile da descrivere e difficile non ridere e sorridere dato che tutti ne parlano e ne straparlano come sempre,dopotutto è risaputo che il Maestro di arti Marziali diventa automaticamente maestro di qualsiasi cosa. Ergo anche di biomeccanica.Bisogna provarla, la biomeccanica, bisogna farla, bisogna sperimentarla. Come il Baguazhang, ne puoi parlare finché vuoi, ma rimarrà sempre un mistero finché non ci si allena, finché ogni santa mattina non ci si alzi e ci si applichi a fare “GIRO”. Come il sesso, bisogna farlo, non parlarne troppo. Anche per fare onore alla categoria .
Iniziamo col dire che la “Parola del Momento” viene dal teatro e che ci sono mucchi e mucchi di libri e che le 36 canzoni del Baguazhang rappresentano un attenta sintesi di questi principi che sono semplici, organici e fisici. Ed Il praticante di Baguazhang dovrebbe fare propri questi principi,anche perchè il rischio serio è di fare tutto tranne bagua. Con la logica conseguenza di non comprenderlo,farlo male e tamponando prendendo spunto da altri sistemi.

Tutta la biomeccanica si fonda sul principio per cui, se si muove la punta del naso, si muove tutto il corpo. Tutto il corpo partecipa organicamente al movimento, anche il più piccolo. Ogni reazione, quindi, è sviluppata da tutto il corpo. Quindi se vedo scatti,movimenti leggiadri che ricordano gli armadi IKEA,giravolte strane ...ebbene non ho capito nulla di biomeccanica...figuriamoci di Baguazhang. Dopotutto Stiamo una vita a parlare di Animali, perchè? Non comprendiamo che il movimento di un animale parte dalla testa?Quindi ad esempio se c'è di mezzo un serpente l'importanza non saranno mai le posizioni delle mani? A meno che non ci si trovi davanti ad un serpente con le zampe...
Ogni movimento è composto da tre elementi e osservare un gatto sarebbe utilissimo a riguardo: L'Intenzione che mi guida,l'equilibrio che perdo camminando,esecuzione.

Requisiti di base:capacità di trovare il proprio centro,coordinamento nello spazio,capacità adattamento
Sul centro potremmo scriverci libri. Ma penso sia un dato fondamentale di qualsiasi arte marziale o quantomeno dovrebbe. Da piccolo pensavo che si dovesse conquistare il centro dell'avversario per vincere. Oggi so che non è importante il centro dell'avversario,ma è essenziale non perdere il proprio centro. Nella lotta come nella vita. Oggi si tenda a desumere il proprio valore dai riconoscimenti altrui.
Lo stesso fenomeno delle sigle marziali fa proprio questo.
Si e’ spostato il proprio sistema di referenze all’esterno: lasciamo che siano gli altri a dirci quanto valiamo.
Persino l’amore spesso diventa, per dirla con Cioran, reciproco e spudorato incensamento allo scopo di accrescere la propria autostima; ricerca di una condizione, di uno "status", piu’ che di un sentimento.
Infatti siamo pieni di gente con ansie da prestazione, che arriva talvolta all’astensione da certe pratiche o alla rinuncia a perseguire i propri sogni, per timore di fare brutta figura di fronte agli altri o perche’ qualcuno ha detto loro che non ce la possono fare, che e’ al di fuori della loro portata. Insomma Bisogna riscoprire il proprio centro, riportare il proprio sistema di referenze all’interno di se’, anziche’ lasciarlo in balia degli altri e non perderlo. Chiusa questa enorme parentesi. Teniamo conto dello spazio. Perchè il nostro corpo è misura delle cose. Quindi bisogna sviluppare una Coscienza del cambiamento posizione di ogni singola parte del corpo,insomma se eseguo una forma non è importate di quanti movimenti sia composta,ma quanta consapevolezza corporea ho di ogni singolo movimento. Detto con estrema franchezza avere un programma di forme non è baguazhang e secondo me è un pugno alla tradizione. Dong Haichuan era un militare...ebbene ci volevano decenni per formare a sua volta altri militari?
Ogni esercizio va fatto con estrema cura del dettaglio. E solo la consapevolezza di ogni parte del nostro corpo ci porterà a sviluppare una grande capacità di adattamento. Perchè la tecnica è una ma il corpo si adatta e a seconda dello spazio che occupa la eseguirà diversamente. Se ho molto spazio posso arrivare con la mano,altrimenti c'è il gomito,la spalla,...ma la tecnica è la stessa. Qualità e non quantità.
Un esempio su tutti i ragazzi che fanno break dance .

Capiti i requisiti base bisogna mettere il cervello. Ebbene ecco l'Economia dei movimenti,non si da libero sfogo ai movimenti,servono ponderatezza ed energia. Incontro diversi insegnanti che mi dicono di come nel Bagua il movimento è libero. Poi girano guardando a terra,in aria,simulando strani ondeggiamenti,strane torsioni...
Personalmente amo fare distinzione tra movimento libero e movimento anarchico . La libertà ha delle regole. Il gatto grasso,snello,attivo,sedentario,conserverà sempre una sua eleganza.
Perchè la legge naturale che regola il movimento è una sola. Noi invece con la storia del QI del Tao e della spiritualità a costo zero uniti al movimento siamo più simili agli zombie di walkin dead.

La biomeccanica come disciplina inizia laddove finisce l’esercizio meramente fisico e comincia quando, dall’esecuzione di un gesto, si passa a collegare tutto il movimento del corpo con l’intenzione, da cui nasce conseguentemente la reazione, ossia la vita. La biomeccanica richiede un corpo disponibile e un cervello agile, senza questi due elementi abbiamo a che fare con un mero esecutore di gesti . Un guerriero
senz’anima. La macchina è fredda, è la vita che riscalda i cuori ...il baguazhang è vita.

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