sabato 10 settembre 2016

Il Baguazhang e le Palme nel 2016

Chissà se Shakespeare avrebbe mai apostrofato la questione con “ Palmo o palma questo è il problema”

Un grande mistero che attanaglia i praticanti di Baguazhang pare sia "Si dice Palmo o Palma? Palmi o Palme. Tanto è vero che ho sempre nutrito la convinzione che la domenica delle Palme fosse una domenica dedicata allo stile.
E Le 64 Palme una tecnica estinta a causa del Punteruolo Rosso.

E' vero che Petrarca ,che a scanso di equivoci non era maestro di Baguazhang ,scriveva nei suoi Trionfi Mostrar la palma aperta e ’l pugno chiuso”, e che in tutta la nostra letteratura, da Dante ad Ariosto, da Foscolo a Manzoni, la superficie della mano opposta al dorso è sempre di genere femminile.
Tuttavia nell’uso informale quotidiano oggi usiamo la forma maschile : palmo.

Già i latini,che pur non conoscevano il Baguazhang,facevano confusione poiché pălmus, maschile, aveva il duplice significato di ‘palma della mano’ e ‘misura di lunghezza’, concorrendo con la forma femminile pălma ‘palma della mano’ e ‘palma (albero)’, da cui derivava etimologicamente.

Gli Accademici della Crusca nel settecento ci raccontano che palmo è lo ‘spazio di quanto si distende la mano dall’estremità del dito grosso a quella del mignolo; definizione seguita dall’attestazione dantesca: “Perocch’i’ ne vedea trenta gran palmi / dal luogo in giù, dov’uomo affibbia ’l manto” (Inferno, XXXI).

Ed il Palmo allora? Palmo per ‘palma della mano’ entra nella nostra lessicografia grazie al TOMMASEO-BELLINI (1871), il quale inserisce delle locuzioni particolari (“avere un palmo di barba”, “restare con un palmo di naso”, “a palmo a palmo”), e uno dei Proverbi toscani raccolti da Giuseppe Giusti (“liscio come il palmo della mano”), corredato della nota “il popolo fiorentino dice Palmo e non Palma”.
Giusti insomma fa notare che l’impiego della forma maschile per la femminile era ben radicato nel fiorentino vivo dell’epoca.
Particolarmente interessante è il caso dello ZINGARELLI che, edizione dopo edizione, documenta l’evidente diffusione della variante maschile nella penisola e, dunque, la sua rapida ascesa al livello di lessico nazionale standard: fino al 2005, infatti, il dizionario registra palmo come variante “specialmente toscana” di ‘palma della mano’; nell’edizione pubblicata l’anno seguente scompare la restrizione geografica e viene aggiunta un’attestazione pirandelliana (“mi grattavo con una mano il palmo dell’altra”). Nell’edizione del 2009, poi, la fraseologia è accresciuta della locuzione “portare, tenere qualcuno in palmo di mano, (fig.) considerarlo, stimarlo moltissimo”.

Quanto fin qui emerso dall’analisi dei dizionari storici e sincronici, è del resto “specchio” di quanto si riscontra in letteratura, dove l’impiego della variante maschile è tutto moderno.
Magari qualche purista potrà aprire un dibattito sullo scontro moderno/ tradizionale tanto caro a noi praticanti e quindi magari affermare di essere un purista del tradizionale e per ciò sostenere l'Italiano del settecento.
Ma il Baguazhang volendo è uno stile giovane e frizzantino come il vino,moderno,nella sua accezione positiva e Dong Haichuan (1797 -1882 ),che sicuramente conosceva il cinese di allora e non l'Italiano il problema del Palmo e della Palma non se l'è mai posto. Ma dato il periodo storico in cui visse sicuramente avrebbe utilizzato la forma maschile (che, si noti, interessa anche il plurale). Magari Il passaggio di genere potrebbe essere stato forse favorito da un’assimilazione alla -o finale di mano, voce cui palmo si trova frequentemente abbinato,ma a lui poco sarebbe importato. Tanto era cinese. E magari avrebbe apprezzato i nostri Capuana,Pirandello,Tozzi,Fogazzaro che invece non conoscevano il kung fu ma sicuramente avevano dimestichezza con l'Italiano e facevano ricorso a palmo per ‘palma.




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