martedì 16 agosto 2016

Ulisse e la settima generazione del Baguazhang

A volte si viaggia per trovare qualcosa di esotico da poter mostrare ed esibire,per renderci misteriosi ed affascinanti e riempirsi di storie. Un'opera della letteratura di tutti i tempi che ho sempre amato e che riassume i significati del viaggio è l'Odissea. Che racconta del viaggio di ritorno a casa di Ulisse. Eroe che sin da bambino ha sempre catturato la mia attenzione e le cui gesta e leggende si mescolano con la mia terra di origine :La Sicilia. Con mille pericoli ed insidie,la bellezza di un viaggio sta nel suo percorso e se poi come cornice c'è di mezzo il mare ,esso diventa metafora della vita.
Dopo mesi di battaglie per visti,lettere d'invito e burocrazia italiana che se non bastasse da sola trova grande solidarietà in quella cinese,ed il cui epilogo di questa storia sarebbe degna di un film,il mio maestro ,Zhang Dugan,ed una compagine di insegnati cinesi arrivano dalla Cina in Italia.
Inutile dirvi che fatiche ,stress e il velo di malinconia che mi porto da qualche mese ,scompaiono quando lo vedo e la gioia di ospitare questo squadrone è immensa(Se non fosse stato per M°Mao,mi sarei sentito come Biancaneve in mezzo ai sette nani).
Anche perchè questa volta non c'era solo uno stage di mezzo,ma si parlava di BaiShi,per la prima volta in assoluto Zhang Dugan accoglieva discepoli e per farlo ha scelto la Sicilia,Catania,la mia città ,la città che lui ama e dalla quale è partita la favola del nostro Baguazhang in Italia ed Europa.
Insomma dopo una vita io ed i miei fratelli di pratica possiamo chiamare il maestro Shifu,dichiarando il rapporto filiale che ci lega con questa persona meravigliosa che c'ha cresciuti.
Una settimana a prepararsi a questa cerimonia,una settimana che ha visto un turbinio di emozioni susseguirsi,paure,risate,e ancora paure...insomma cuore e mente han fatto un macello e sonno e stanchezza han concluso l'opera.
Ma c'era il mare. Lo Ionio. A infondere la stessa forza che infondeva ad Ulisse.
L'Etna a ricordarci quanto siamo piccoli e ...c'erano pure le ragazze in costume da bagno,che non guastano mai.
Insomma ci può essere cornice migliore per una cerimonia così importante?Penso proprio di no.
La nostra storia ,quella della mia terra ,che si unice ad un altra tradizione,un altra storia.
Ecco perchè il maestro ha scelto la Sicilia per la sua prima cerimonia e mantenere viva la tradizione.
Dopo aver recuperato un pulmino inizio con questi ospiti un giro intenso verso tutti quei posti che han segnato la mia infanzia. Non nascondo che un po' di magone mi viene sempre ...gran parte dei miei ricordi è incastonato in quei luoghi.
Siam saliti sull'Etna fino ai crateri,ci siam mescolati tra gli odori e i suoni della Catania vecchia,immersi nei ricordi di Aci Castello e Acitrezza, girato in barca tra i faraglioni e immersi nelle grotte di Ulisse,persi tra le strade di Taormina meravigliati dai deserti di Enna e nuotato tra le gelide acque dell'Alcantera nelle suggestive gole;il tutto tra mille avventure aneddoti e racconti. Insomma mi son sentito Ulisse ,con la differenza che a me però a casa non mi aspetta nessuno.

E tra un'avventura ed un altra cresceva la tensione per questo giorno aspettato una vita. Che segna un nuovo inizio.
Difficile spiegare il sentimento dietro questa cerimonia. Per tante ragioni. In quanti possono vantare una cosa del genere e dal carattere unico?In quanti possono chiamare il proprio maestro Padre e senza però ricorrere ai nostri abusi linguistici e di interesse spicciolo?Dopotutto dietro la parola Shifu(o Sifu...se vi piace Hong Kong) c'è un mondo. Pensare che sia una parola da accostare ad un nome proprio dopo aver seguito un corso di “insegnanti di qualsiasi cosa” è un alimentazione costante del falso.
E con buona pace di tutti ,il baishi è un dono e solo se ricevuto lo si può donare. In tutti gli altri casi è una situazione di comodo che incrementa la pochezza culturale che ci avvolge. Non tutto si può acquistare,ebbene essere Shifu non è un titolo accademico e come tale non lo si acquista. E come tutte le cerimonie che esistono serve a sigillare un legame. La responsabilità e l'impegno a tenere un legame.
Per fare un figlio non c'è bisogno di essere sposati,lo stesso avviene per il Gong Fu.
Ma se amo qualcuno o qualcosa cerco un impegno non solo con l'altro ,ma con me stesso e che poi mi introduce in una famiglia ed un giorno mi porterà ad essere padre di famiglia.
Insomma L'impegno e l'onere di una promessa per tutta la vita.

L'International Baguazhang Association è l'unica scuola diretta dal M°Zhang Dugan e ne riunisce tutti gli insegnanti qualificati. Oggi con orgoglio posso dire che la scuola vanta non solo tecnici ma anche discepoli,consapevoli del ruolo che ora hanno per la diffusione di questo lineage dello stile.

Inoltre come responsabile del settore Baguazhang in Fiwuk posso dire che i membri di questa scuola che come me si prestano alla realtà federale hanno ricevuto il Baishi, andando ad unirsi in questo agli altri membri della commissione tecnica del settore e rendendo il settore stesso qualcosa di unico e originale. Difficilmente emulabile. 
Ha ragione chi dice che non si può portare il tradizionale in federazione,perchè per quel che concerne il Baguazhang ,siamo già il tradizionale e non portiamo nulla. Viviamo di tradizione e ogni giorno ci impegniamo per portare la FiWuk in questa dimensione.


Ringrazio il mio Shifu per il regalo del primo discepolato e tutti i miei fratelli  consapevoli come me del lavoro che ci aspetta.


Oggi è un nuovo inizio,che apre ad una sempre maggiore consapevolezza di quanto sia bello il Baguazhang,questo gioiello che la Cina ha donato all'umanità.

E do con questo post il benvenuto alla settima generazione di Baguazhang della linea:

Dong Haichuan,Yin Fu,Gong Bao Tian,Wang Zhuan Fei,Wang Hanzhi,Zhang Dugan 

:Tang RongHua,Enzo D'Arrigo,Roberto Sergi,Giuseppe Santanocita,Giovanni Furnò,Luo Wen Wei, Luca Mavilia, Giuseppe Cusa, Vincenzo Spasaro, Paolo Chilelli, Davide Tutino, Fabrizio Pozzi, Andrea Bertoni, Duan Chengshan

www.baguazhang.it









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