venerdì 4 dicembre 2015

Intervista al M°Enrico Colmi



Intervista al M°Enrico Colmi responsabile della commissione scientifica Baguazhang in Fiwuk

Si presenti in breve.
Sono medico e pratico da circa 25 anni la Medicina Tradizionale Cinese (Agopuntura, Massaggio Cinese, Moxa, ecc) e da circa 20 l’osteopatia.
Sono Maestro di Qigong e Gongfu. che insegno da oltre 20 anni.
Ho approfondito in modo particolare lo studio della postura, affrontato secondo diversi  punti di vista, dalle discipline tradizionali alle più moderne metodologie occidentali.

Un breve curriculum.

GLI INIZI
Sono nato nel 1951 a La Spezia.
Nel 1977 mi sono laureato in Medicina e Chirurgia al’Università di Genova.
Ho iniziato lo studio delle discipline orientali da ragazzo (circa 15 anni) col judo. Successivamente ho studiato karate shotokan e mi sono interessato allo yoga ed allo zen.
Nel 1976 la prima grande svolta, un approccio per me del tutto nuovo alla cultura ed alla pratica delle discipline fisico-energetiche: inizio a Genova lo studio dell’aikido col Maestro Jun Nomoto, appena arrivato dal Giappone. Il maestro Nomoto mi introduce anche allo studio dello shiatsu, in quel momento del tutto sconosciuto in Italia. Questa svolta segnerà per sempre la mia pratica futura ed è tuttora un punto di riferimento nel mio studio delle arti marziali.
Nel 1983 avviene il primo contatto con le discipline cinesi: incomincio lo studio del taijiquan col maestro coreano Shin Dae Woung.  (Ai tempi in Italia non erano presenti maestri cinesi ed i contatti con la Cina erano praticamente nulli).





LA STORIA RECENTE.  I MIEI MAESTRI.
Negli anni ’90 divento allievo di uno dei più grandi maestri viventi di discipline taoiste e in particolare di GIGONG, il maestro sino tailandese MANTAK CHIA. Mi reco più volte in Thailandia a studiare nel suo centro, a Chiang Mai e nel 1995 divento ufficialmente istruttore della sua scuola, l’Healing Tao (ora Universal Tao). Posso considerare l’insegnamento del Maestro Mantak Chia come componente fondamentale del mio approccio posturale, energetico e meditativo alle discipline taoiste.
Nel 1999 realizzo il mio sogno di recarmi in Cina, a studiare uno stile particolarissimo del gongfu, il BAGUAZHANG. Grazie all’amico Loriano, riesco a conoscere il Gran Maestro LIU JINGRU, a Pechino. Con mia moglie ci fermiamo ben tre mesi, studiando gran parte del programma di baguazhang del Maestro. In seguito torniamo in Cina tutti gli anni, a Pechino, fino al 2007, e completiamo lo studio del baguazhang, oltre a quello del liuhe tanglangquan e di parte dello xingyiquan. Nel frattempo il Maestro Liu Jingru è ospite nostro in Italia più volte e ha modo così di conoscere e contattare diverse scuole e insegnanti italiani. Nel frattempo io, mia moglie Livia ed il mio allievo Andrea Bonelli, veniamo riconosciuti ufficialmente allievi diretti del Maestro (tudi) ed io suo rappresentante ufficiale per l’Italia.

Dove pratica attualmente?


Con mia moglie Livia abbiamo ristrutturato un cascinale a Bottonasco di Valgrana (CN), che è diventato la nostra abitazione ma anche la sede del nostro Centro e della nostra società, l’ASD Centro Studi Discipline Orientali di Valgrana. Disponiamo di due palestre, una in legno di oltre 60 metri quadri ed una con tappeti di oltre 50 metri quadri, oltre a spazi per praticare all’aperto (con tanto di albero regolamentare per girare in cerchio). Tutto ciò è a completa disposizione nostra e dei nostri allievi.

Cosa pratica e insegna attualmente ?

Un sistema particolare di GIGONG elaborato personalmente sulla base degli insegnamenti del Maestro MANTAK CHIA e tecniche particolari di meditazione taoista, sempre apprese dallo stesso maestro.
Il sistema pressoché completo del Maestro LIU JINGRU, in particolare il BAGUAZHANG,  partendo dai principi base, fino alle tecniche più complesse, individuali e a coppie, ed al’utilizzo delle armi specifiche. Inoltre tutto il LIUHE TANGLANGQUAN (7 taolu con le applicazioni). Lo XINGYIQUAN viene utilizzato essenzialmente come studio delle applicazioni energetiche.

Dopo tanti anni, cosa trova o ricerca ancora nelle arti marziali e quale spirito anima attualmente la sua pratica ed il suo insegnamento, in particolare del baguazhang ?

Ho sempre considerato l’aspetto marziale fondamentale nello studio dei diversi stili del gongfu, ed in particolare del baguazhang. Penso sia impossibile comprendere il significato di queste discipline senza rifarsi alle motivazioni originarie che ne hanno determinato la nascita e lo sviluppo. Ma oggi che tali motivazioni sono in gran parte venute meno (prima per l’avvento delle armi da fuoco, poi, per fortuna, grazie ad un lungo periodo di pace),  a me pare eccessivo porre un accento esagerato su tale aspetto, oltretutto difficilmente verificabile in situazioni concrete.
Allora che senso può avere oggi praticare tali discipline?
Proprio per l’importanza fondamentale, essenziale, che tali discipline rivestivano per la sopravvivenza, su di esse si è riversato il meglio della scienza orientale, ovvero, in questo caso,  della cultura cinese, in particolare taoista. Dopo anni di pratica non smetto ancora di meravigliarmi cogliendo continuamente aspetti sempre nuovi, di una genialità straordinaria, che ne attraversano tutti gli aspetti (fisico, posturale, energetico, e spesso pure strategico-marziale).
Ma il mio sottofondo culturale non può prescindere da quello che ormai da diversi anni è non solo il mio lavoro, ma per me qualcosa di più, un motivo vitale, lo studio della salute, inteso nel senso del più ampio benessere e come equilibrio interno e col mondo che ci circonda. Proprio attraverso lo studio delle arti marziali è possibile raggiungere un livello straordinario di comprensione dei nostri meccanismi fisico-energetici e degli aspetti più profondi delle nostre dinamiche posturali. E fra tutte le discipline marziali, il baguazhang rappresenta secondo me il livello più elevato mai raggiunto nello studio di tali dinamiche ed una fonte inesauribile di spunti ed informazioni.

Osservazione finale.

Negli ultimi tempi mi sono dedicato sempre più intensamente al’insegnamento, rivolto in particolare ai miei allievi. Ne ho ricavato una piacevole sorpresa: ho migliorato io stesso degli aspetti particolari della mia pratica che ritenevo ormai acquisiti ed è aumentata in maniera straordinaria la comprensione di tecniche che ritenevo ormai scontate. E’ forse questo il dono più prezioso che ci può dare l’insegnamento se praticato con la più grande apertura, a dare come a ricevere. Non ci sono più maestri ed allievi ma tutti praticanti insieme sulla via della conoscenza e del benessere individuale e generale.

1 commento: