sabato 28 novembre 2015

Alle radici del Baguazhang: intervista al Maestro Zhang Dug




di Trinchi Orlando


   Complesso, effice, completo. Stiamo parlando del Baguazhang (“Palmo degli Otto Trigrammi”), antica arte marziale cinese la cui origine viene comunenemente associata alla leggendaria figura di Dong Haichuan (1798-1882). Ne discutiamo con il Maestro Zhang Dugan, principale allievo del Maestro Wang Hanzhi.

   Maestro Zhang Dugan, ci potrebbe parlare del Baguazhang e in che cosa esso differisce dalle altri arti marziali?

    Il Baguazhang presenta alcune differenze specifiche rispetto alle altre arti marziali tradizionali. La maggioranza degli altri stili applica alcune costanti quali parate, attacchi, deviazioni; noi, possiamo dire, non utilizziamo l'espediente della parata. Molte altre arti marziali esaltano l'aspetto della forza fisica: è il più forte ad avere la meglio. Oggi le cose sono cambiate: nonostante una certa dose di forza sia comunque necessaria, a vincere non è il più forte ma il più intelligente, il più abile. Preferiamo soffermarci maggiormente sulla tecnica, mentre la forza passa in secondo piano. Nel nostro stile si preferisce, piuttosto che assecondare i movimenti dell'avversario, spingere l'avversario a seguire i propri. Il Baguazhang, inoltre, enfatizza in modo particolare la pratica del camminare. Camminare è un'attività utile per due ragioni: una è legata alla salute e alla longevità, in accordo alle opinioni sia della medicina orientale che di quella occidentale; l'altra è relativa all'aspetto marziale. Una caratteristica propria del Baguazhang è una traiettoria di tipo curvilineo praticata, in senso difensivo, per sciogliere la forza dell'avversario. Fondamentale è infatti considerare correttamente la giusta misura, ovvero la distanza che ci separa dall'antagonista.

   Quali sono le radici filosofiche del Baguazhang?

    In tutte le cose cerchiamo il giusto equilibrio fra yin e yang, in conformità alle nozioni espresse nel Libro dei Mutamenti, o I Ching. Quando vi è armonia fra gli opposti si raggiunge la stabilità. Nel nostro stile la sinergia fra yin e yang è percepibile in ogni movimento. Ciò è comprensibile solo ad un livello prettamente esperienziale.

   Il Baguazhang è comunemente considerato uno stile interno. Come giudica la suddivisione fra stili interni e stili esterni?

   Non si sa con precisione a quando si può far risalire tale suddivisione. Il mio maestro non considera il Baguazhang uno stile propriamente interno. Non esiste uno stile interamente interno come non esiste uno stile interamente esterno. Il nostro è uno stile misto, in cui convivono sia le caratteristiche degli stili interni che quelle degli stili esterni. Interno che significa? Esterno che significa? Non v'è una regola che definisce univocamente queste due tipologie. Gli stili interni sono nati dopo quelli esterni. Vengono classificati come interni il Taiji Quan, il Baguazhang e lo Xingyi Quan, ma noi non siamo molto d'accordo su questo punto. A mio parere il Baguazhang è un'arte marziale completa.

   Qual è per lei il valore dell'insegnamento?

   L'insegnamento viene generalmente associato al concetto del dare: ai miei studenti fornisco la conoscenza di alcune tecniche. In realtà non si tratta solo di dare: più si dà, più si prende. Cosa intendo per prendere? Dai miei studenti ho appreso tante cose: quando loro sbagliano, comprendo in cosa io stesso sbaglio. Mi hanno aiutato tanto. Mi piace insegnare, nonostante tale attività non sia semplice. Occorre molta pazienza. Gli studenti non sono tutti uguali: alcuni apprendono molto velocemente, altri più lentamente. Una persona che apprende più lentamente alcune cose non è certo meno intelligente, poiché in altri ambiti si dimostra più ricettiva. Bisogna essere pazienti e mai indulgere nel nervosismo, come fanno alcuni insegnanti.

www.baguazhang.it
 

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