lunedì 5 ottobre 2015

Il Baguazhang nella via dell'arte del kung fu

                                              
Si è concluso da poco il BaguaAutumn Fest,evento promosso dalla FiWuk per promuovere il Baguazhang e diffonderlo nei suoi veri valori tradizionali. Ora il prossimo appuntamento importante è quello con il Maestro Zhang Dugan dal 31 Ottobre al 2 Novembre.
Motivo per cui questa settimana pubblichiamo un articolo del maestro Santanocita Giuseppe,dell'International Baguazhang Association e consigliere in Fiwuk nella commissione Baguazhang che vive e opera a Catania.


"Sono in molti a subire il fascino della Via delle arti marziali in particolare del Kung fu.
E’ una Via infinita che molti percorrono ma pochi la perseguono e ancor meno ne capiscono il significato. Ci sono diversi mezzi che accompagnano il praticante nella sua strada. Questi mezzi sono gli Stili. Ogni stile ha le sue caratteristiche che il praticante deve conoscere affinare e far proprie. In questa maniera lo si potrà usare come mezzo per percorrere la Via delle arti marziali. Tuttavia questo non basta, la pratica dell’arte del movimento va affiancata con l’esercizio della virtù.
Pratico il Baguazhang col Maestro Zhang Dugan dal 1998, e sin dalle prime lezioni ho imparato ad esercitare il corpo e la virtù.
 La prima virtù che espongo è la dedizione.
Questa virtù è strettamente legata alla qualità del proprio kung fu. Capire la dedizione è capire come allenarsi. Dedicarsi a qualcosa è dare solo per dare, così il proprio kung fu crescerà vedendo i progressi nel lungo termine senza stare a preoccuparsi di essi.
La dedizione va esercitata in maniera armonica. Non ci si deve logorare e sfiancarsi nella pratica e nemmeno il contrario. Va praticata in armonia col corpo, anzi la giusta applicazione di essa nasce per rafforzare il corpo.
Il Baguazhang è uno stile che presenta molteplici aspetti di pratica dalla tipica camminata in cerchio, alle sinuose forme, ai devastanti colpi, quindi sono presenti una variegata fascia di allenamenti a cui dedicarsi. Per questo è uno stile adatto alle esigenze di svariate categorie di praticanti. Tuttavia lo spirito  di dedizione è sempre lo stesso: dedicarsi alla propria arte sino a divenire un tutt’uno con essa.
Presentato il valore della dedizione l’argomento passa al rispetto e riconoscenza.
Rispetto e riconoscenza sono due sfumature della stessa virtù. E vanno esercitate su vari livelli, tra pari, si devono rispettare i propri compagni d’allenamento. Perché offrono la possibilità di confrontarsi e mettere in pratica ciò che si è appreso, al fine di crescere insieme nel reciproco scambio e nel rispetto.
Più raffinata è l’espressione del rispetto nei confronti del proprio Maestro. Se con i compagni d’allenamento lo scambio di rispetto è reciproco col Maestro non può essere applicato il medesimo principio. Al Maestro si deve porgere rispetto con una sfumatura di riconoscenza per gli insegnamenti concessi. Il Maestro , d’ altro canto, da affetto all’allievo per la dedizione che da all’arte.
Chi insegna arti marziali alla maniera tradizionale ha molteplici doveri da rispettare per formare non solo il corpo ma anche la morale dei propri studenti. Come un mentore l’insegnante guida l’allievo nella Via dell’auto-perfezionamento, migliorandone le capacità e aggiungendone di nuove. Le varie didattiche utilizzate devono avere come fondamento l’affetto perché così l’allievo avvertirà il valore dell’insegnamento acquisito e sarà riconoscente al maestro.
Nella tradizione culturale cinese il rispetto è la virtù più importante, sin dal’infanzia i genitori trasmettono questo valore ai figli. Se i genitori crescono fisicamente i figli, sono i maestri che con i loro insegnamenti sviluppano la mente e le doti dell’individuo permettendogli così di poter provvedere a sé stessi e poi anche alla propria famiglia. Il Sifu o maestro d’arti marziali è una figura che ha sia le caratteristiche di un genitore in quanto con i suoi insegnamenti da vigore al fisico e sia didattiche in quanto insegna propriamente un’ arte accrescendo così la mente e la morale.
 Questo in breve è la condotta tra allievo e maestro.
Questo rapporto così nobile e raffinato non è fine a sé stesso ma ha un significato considerevole e profondo: il rispetto per il proprio stile. Rispettare il proprio stile significa mantenerne la purezza da generazione in generazione e perpetrarne così l’esistenza nella storia così come l’ha formato il fondatore.
Il Maestro durante la formazione dei suoi allievi scorgerà chi ha appreso maggiormente, si è dedicato ed  ha rispettato i propri insegnamenti e lo nominerà suo successore.
A questo punto della mia trattazione per rendere più concreto il concetto di successore, seguiterà una breve digressione sulla storia del Baguazhang.

Santanocita Giuseppe

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