sabato 5 settembre 2015

RIFLESSIONI TECNICHE PERSONALI



L'articolo di questa settimana è del M° Ria ,che insegna a Roma.
Il M°Ria enuncia i principi , frutto delle sue riflessioni e lavoro personale,applicati nella sua scuola FENG HUANG 
 
"Nella mia scuola di Baguazhang è importante fin dai primi passi, impostare il corpo attraverso una serie di componenti e regole ben definite, che attraverso l’esercizio, diventino un portamento naturale ed istintivo dell’allievo  per costruire le basi per le fasi successive di apprendimento e per costruire pian piano un corpo “Gong fu” in salute e pronto al combattimento.
Adesso vedremo soprattutto l’aspetto pratico con approccio occidentale tralasciando tutti gli aspetti legati alla medicina tradizionale cinese ed al Qigong che vedremo in un successivo articolo futuro.
Andiamo ad analizzare in dettaglio  i temi che propongo.

La testa – La testa va tenuta dritta quasi fosse appesa ad un filo immaginario che viene dall’alto
( Tou xiang shang ding ) tenendo presente di portare leggermente ed in maniera naturale la nuca verso l’alto in modo che la zona cervicale si allinei alla colonna vertebrale, questa impostazione allinea naturalmente la muscolatura che sostiene la testa riducendo danni e colpi di frusta alle vertebre cervicali quando si viene colpiti alla testa.
Altra cosa importante è di tenere la bocca chiusa con il mento leggermente in dentro ( Wei shou xia e ) questo aiuta ad allineare la nuca protegge la zona della trachea  e blocca la mandibola rendendo queste zone meno vulnerabili.
La lingua va poggiata sotto il palato ( She ding shang ) chiudendo quello che nel Qigong cinese viene definito il ponte delle gazze ( Da que qiao ), questo previene di mordersi accidentalmente la lingua in fase di combattimento.
Lo sguardo deve essere  tenuto naturalmente avanti ( Liang yan bu kan qian fang ) come se si osservasse una montagna lontana con la massima apertura di campo.

Tronco e braccia – Il tronco  è un’altra delle zone che più sono esposte a colpi durante un confronto andiamo ad analizzare.
Cominciamo con il torace, il  petto va chiuso  (arcuato ) verso l’interno (Han xiong ) invece che “petto in fuori “ che fa tanto macho ma che espone  a colpi , “petto in dentro “ che riduce l’area esposta e predispone la muscolatura  a proteggere  la parte diaframmatica e del cuore.
Questo  fa leggermente arcuare la schiena ( Ba bei ) in maniera naturale  favorendo il rilassamento delle spalle ( Song jian ) facendo così  “affondare “ le scapole,  questo da una parte porta  a fare lavorare  in maniera ottimale la muscolatura  dorsale, e dall’altra tende a  decontrarre le tensioni a livello delle spalle favorendo  la gestione delle braccia.
I gomiti vanno “ appesi in basso” ( Chen zhuo ) questo  da una parte agevola quanto detto sopra e protegge facilmente i fianchi ( fegato e milza ) compresa anche  la zona ascellare non protetta ne da  muscoli ne da ossa in particolare il punto Jiqua; dall’altra tiene naturalmente le braccia in una posizione rilassata e non passiva, attente a prevenire l‘eventuali tecniche di presa e leva da parte degli avversari mantenendo al tempo stesso il giusto tono per scattare velocemente in avanti.
 Per facilitare questa impostazione dei gomiti è importante una leggera torsione dei polsi verso l’esterno.
Va tenuto presente che il Baguazhang non è uno sport, ma uno stile  da combattimento , quindi  fra i vari bersagli da colpire  ( e spesso in fase strategica ai fini della vittoria vengono anche preferite ) si colpiscono le articolazioni per danneggiarle ( cosa vietata negli sport da combattimento ) per questo nel Feng Huang Baguazhang in fase di combattimento gambe braccia e dita  non vanno  mai eccessivamente mantenute dritte ma sempre leggermente arcuate; ad eccezione dei momenti in cui si sta colpendo.

Fianchi,  glutei  e gambe – I fianchi devono essere tenuti allineati ma non rigidi , come il fusto di un albero che è forte ma al tempo stesso flessibile. La zona lombare porta una leggera spinta verso il basso facendo arcuare leggermente il bacino con una leggera tensione dei glutei (trattenere l’ano ) questo  atteggiamento  va in maniera naturale ad aumentare il tono muscolare dell’addome  che però non è contratto, proteggendolo da colpi inaspettati e contemporaneamente  imposta una protezione naturale ad un bersaglio che oggi non è molto considerato ma che anticamente  soprattutto per le scuole xingyiquan , baijiquan e baguazhang veniva preso di mira per gli effetti che alcune particolari tecniche producevano; e cioè l’ano. Colpire l’ano con queste particolari tecniche poteva  neutralizzare completamente e per lungo tempo l’uso delle gambe  ed in alcuni casi danneggiare il sistema urinario.
Le  gambe sono essenziali nel baguazhang in quanto sono il  motore dello stile, quindi nell’impostarle daremo alle cosce una leggera tensione verso l’interno ( Yan Dang ) per rendere meno accessibile la zona genitale favorendone la difesa . Le zone genitali sono fra le più prese di mira in un confronto reale.
Le ginocchia vanno mantenute sempre leggermente flesse con i piedi allineati, convergendole fra di loro ( Xi Jiao ) e l’abile uso del chiudere ed aprire  ( kou bu e bai bu ) favorirà la  giusta protezione dai colpi in linea bassa.
In conclusione diciamo  che la struttura di base deve rispecchiare fin dall’inizio determinate componenti in perfetta armonia fra di loro . Armonia  dettata  secondo gl’insegnamenti dei vecchi maestri attraverso semplici regole:
YI SHEN ( un corpo )
ER GEN ( due gambe )
SAN JIE ( tre sezioni )
SI XIANG ( quattro figure / atteggiamenti )
WU XING ( cinque elementi )
LIU HE ( sei armonie )
QI XING ( sette stelle )
BA FA ( 8 metodi / regole )

Argomenti questi che si potranno trattare in seguito e comuni a molti stili di Gong fu, quindi interessanti per tanti appassionati, ma che purtroppo  richiedono una attenta analisi approfondita  che in queste ultime righe non avrebbe spazio" .


M.° Mauro Ria

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