domenica 30 agosto 2015

Viaggio Studio Beijing 2015




Dopo due voli (Roma-Zurigo, Zurigo-Beijing) con l’efficientissima compagnia Swiss Air ci ritroviamo, come ogni anno a Beijing per incontrare i nostri Maestri, primo fra tutti: Maestro Liu Jing Ru.
Le aspettative sono sempre molto alte e alla fine ben ripagate e l’eccitazione alle stelle, consapevoli dell’opportunità di studiare con una vera leggenda del Baguazhang!

Conclusa la classica sistemazione post-viaggio e fatta una bella dormita, si va al parco per incontrare il Maestro, che ci aspetta per organizzare gli allenamenti.
Il primo incontro è sempre molto emozionante: chi lo conosce sa bene che Maestro Liu è molto gioviale ed ama scherzare, ma sa essere anche severo e imponente. Infatti, terminati i consueti saluti di convenienza e  organizzato gli orari delle lezioni, inizia l’esame!
Il Maestro ci chiede se ci siamo allenati e di mostrargli alcune tecniche, facendo finta che quella non sia un’interrogazione, ma un banale momento di curiosità… Finita la tortura e accertato il nostro grado di preparazione, ci salutiamo pronti per iniziare la mattina successiva!

Alle 5:50 suona la sveglia (la prima di tutto il viaggio è sempre la più traumatica) e alle 7:00 iniziano gli allenamenti.
Ci separano dal Tao Rang Tin, l’attuale parco in cui si svolgono gli allenamenti della nostra scuola, circa 17 Km, che noi scegliamo di percorrere in perfetto stile cinese (quello di una volta, perché con l’odierno dovremmo muoverci usando una BMW ultima serie): con la bicicletta.
Maestro Liu, con il ventaglio in mano, ci aspetta seduto al suo solito tavolino.
Per chi non lo conoscesse, Liu Jing Ru, alla soglia dei sui 80 anni (età che senza essere svelata, difficilmente gli si potrebbe attribuire), si presenta come un signore dalla postura dritta e sicura, il suo Baguazhang  e Xingyiquan rimangono ancora oggi vigorosi e precisi come non mai.
Pensare di poter raggiungere la sua età praticando in quel modo è uno dei tanti motivi che ci spinge ad allenarci con costanza e dedizione!
Prima di iniziare qualsiasi attività ci chiede se abbiamo qualche domanda da fargli, ed io inizio a tempestarlo di quesiti sugli stili e sulle applicazioni. Maestro Liu si mostra sempre disponibile nel rispondere a qualsiasi nostra perplessità, e noi siamo veramente felici di poter sciogliere i nodi che durante l’anno precedente ci  hanno assillato.

Dopo aver preparato il the, che berremo durante gli allenamenti, si inizia la pratica.
La lezione si divide tra lo studio delle nuove tecniche, il ripasso delle vecchie e le pause in cui Maestro Liu ama raccontare la storia del Baguazhang e gli aneddoti che riguardano il nostro lignaggio e i suoi vari Maestri.
Questi momenti sono un’occasione unica per poter apprendere l’essenza dello stile. Infatti, senza i racconti, senza la spiegazione del perché una determinata tecnica sia stata così cara ad un rinomato praticante, senza conoscere i modi con i quali si allenavano i Maestri più famosi, non ci sarebbe ispirazione, non esisterebbe la Scuola e la sua tradizione.
I suoi “racconti-lezione” insieme allo studio delle applicazioni, a differenza del semplice movimento fine a se stesso, sono gli aspetti che gli “studiosi di Youtube” non potranno mai apprendere…

Ad ogni movimento nuovo o al ripasso dei vecchi è sempre legata la spiegazione dell’applicazione marziale e delle aperture della tecnica (in base al livello di pratica dell’allievo). Uno degli aspetti più interessanti è rappresentato dal fatto che tutti i momenti più salienti della lezione sono accompagnati dallo studio delle strategie e dei differenti modi di “portare la forza”, e delle poesie  classiche legate alla pratica.

Tra visite di amici, allievi anziani del Maestro e loro discepoli, persone curiose che si fermano a guardarci praticare, o semplicemente ad ascoltare qualche storia sul Wushu, alla fine, durante gli allenamenti, non si è mai soli!
Quest’anno sono due gli incontri più bizzarri.
Il primo con un Maestro di Mian Quan, ansioso di far vedere a due occidentali quanto siano efficaci le sue tecniche: la cavia è un allievo molto paziente di Maestro Liu, che a suo malincuore si presta a subire gli attacchi dello spavaldo insegnante.
Il secondo incontro è con due allievi Giapponesi del Maestro, che si trattengono qualche giorno a praticare Xingyiquan e Baguazhang, e che, avendo studiato negli anni un po’ di italiano, si divertono ad imparare con noi nuove parole!
 Ogni giorno aspettiamo con ansia la lezione, mai stanchi, nemmeno durante il ripasso di tecniche studiate e ristudiate tantissime volte.
Il tempo scorre rapidamente, e ci ritroviamo più di due ore dopo in partenza verso il parco Ditan per incontrare un altro interessante Maestro di Neigong e Taijiquan stile Chen. Ma questa è un’altra storia…
Gli allenamenti con Maestro Liu rappresentano una fonte di ispirazione che ci ricarica di nuove energie per l’anno di studio che verrà. Torniamo in Italia non semplicemente con tanto programma da praticare e con la sensazione che le “vecchie” tecniche siano sempre più consolidate e precise, non semplicemente consapevoli di appartenere ad una autentica tradizione marziale, ma soprattutto carichi di entusiasmo e energia per affrontare le novità che ci aspettano durante l’inverno. 
Venti giorni di allenamento passano come se fossero due e ci ritroviamo a doverci accomiatare dal Maestro con la promessa di rivederci l’anno prossimo, e la speranza di essere degni praticanti di uno stile complesso e meraviglioso come il Baguazhang.




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